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Santa Maria Assunta

La chiesa parrocchiale antica si trovava all'interno del ricetto. Non aveva campanile e le sue campane erano collocate sul torrione della porta principale del ricetto stesso, che si trovava davanti alla sua facciata.

Probabilmente la costruzione originale mediovale fu ricostruita dopo la concessione del patronato ai signori del luogo, fatta nel 1458 da Pio II, beneficiando dei trecento fiorini di Savoia, che il Papa aveva imposto come contropartita agli investiti con lo scopo specifico di impiegarli nelle riparazioni della chiesa.

A seguito delle visite pastorali, che furono compiute nel 1500 e nel 1600, dai decreti stilati si evince che la chiesa era in cattive condizioni e che le riparazioni ordinate non sempre venivano rispettate.

Nel 1606 la chiesa si presentava a tre navate, finalmente ricoperte da volta, anche se il pavimento era eseguito solo nel presbitero e nelle due cappelle in capo alle navate laterali; non c'era ancora il porticato avanti la facciata, che verrà costruito pochi anni dopo; si prospettava di adibire a campanile una torre di proprietà del comune che si trovava vicino al coro; serviva da sacrestia uno spazio del coro stesso, dietro l'altare maggiore.; le sepolture erano tutte nell'interno della chiesa, alcune ricoperte solo da un coperchio di legno, con grandissimo danno per la salute pubblica e si ordinava di fare un cimitero esterno sul suolo della casa parrochiale, che era disabitata e pericolante.

Da una perizia per lavori di restauro e di ampliamento, eseguta dal geom. Giuseppe Chiorino nel 1863 si ricavano i seguenti dati:

"...  L'arriciatura della pareti e volte è tutta pregna di macchie che non si possono cancellare in causa del salnistro che si è introdotti, a meno di svllerla e riformarla. Il pavimneto è molto usato e quanto prima merita di essere riformato. I muri laterali della navate a giorno e notte sono ancora robusti per sostenere un maggior peso, eccetto una parte di quelllo a notte che minaccia rovina, essendo già stato rinforzato da due pilastri detti barbacani.

L'interno della Chiesa non ha l'aspetto di un tempio dedicato al culto di Dio, ma di un orrido tugurio, esseno tanto le pareti che le volte da capo a piedi imbrattate da macchie in certi siti persino schifose. La facciata della Chiesa porta in senso obbliquo  così rustica senza ordine e simmetria contribuisce a renderla più deforme. Si scorge evidentemente che la Chiesa Parrocchiale di Sandigliano è inetta a capire la popolazioni in oggi aumentata di 700 e più anime dall'epoca di sua fondazione, che tanto l'interno che l'esterno è orrendamente brutto, che vi sono necessarie anzia urgenti molte opere di riaparazione: che è pure di estrema necessità l'ingrandimento della Chiesa onde possa contenere la popolazione ora ammucchiata e possa togliersi nell'estiva stagione quel soffocante calore prodotto dalla ristrettezza e dalla poca ventilazione, come anche necessario l'abbellimento interno ed esterno onde togliere quelle schifosità e renderla in stato decoroso..."

Le condizioni della chiesa esigevano dei restauri urgenti, ma a Sandigliano si discuteva a chi spettasse il compito di eseguirli, dato che la parrocchia era di patronato.

La domenica dle 29 luglio 1866, mentre la popolazione si trovava in processione al Santuario di Oropa la Chiesa crollò senza fare vittime.

il crollo avvenne nell'ora in cui, se non ci fosse stata la processione, si sarebbe dovuto celebrare la Messa domenicale con la conseguenza di vittime umane.

Le parti dell'edificio rimaste in piedi furono demolite e si diede inizio alla costruzione di una nuova chiesa, di più vastre proporzioni, in stile neogotico, a tre navate.Il 15 luglio 1877 mons. Basilio Leto benediva e poneva la prima pietra fondamentale e i lavori procedettero così celermente che nel novembre dell'anno succesivo lo stesso Vescovo procedeva già alla sua benedizione e apertura al culto.

La semplicità della linea e la maestosità dell'architettura sono aggrazziate e snellite da numerosi finestroni istoriati, narranti come nelle cattedrali mediovali, la vita della Madonna.

La chiesa fu consacrata da mons. Carlo Rossi il 31 agosto 1961.








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